Avvocato Francesca Mazzonetto
Avvocato Francesca Mazzonetto

Sentenza n. 6043 del 27.3.2024:

N. 05464/2023 REG. RIC.

N. _____/____ REG. PROV. COLL.

N. 05464/2023 REG. RIC.

R E P U B B L I C A  I T A L I A N A

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio

(Sezione Terza Bis)

ha pronunciato la presente

SENTENZA 

sul ricorso numero di registro generale 5464 del 2023, proposto da OMISSIS,  rappresentato e difeso dall’avvocato OMISSIS, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio eletto presso il suo studio in OMISSIS;

contro

Ministero dell’Università e della Ricerca, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall’Avvocatura Generale dello Stato, domiciliataria ex lege in Roma, via dei Portoghesi, 12;

per l’annullamento

previa sospensiva, del giudizio collegiale di non idoneità alle funzioni di professore di I fascia nel settore concorsuale 05/E1 (Biochimica generale), espresso dalla Commissione nominata dal MIUR per l’abilitazione scientifica nazionale nel settore concorsuale 05/E1 nei confronti del dott. Carlo Vascotto, giudizio di cui al verbale pubblicato sul sito internet dedicato all’abilitazione scientifica nazionale (ASN) in data 6 febbraio 2023, di ogni atto presupposto e/o conseguente, nello specifico dei giudizi dei singoli commissari, e per quanto occorra dei verbali nn. 1 e 5.

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto l’atto di costituzione in giudizio di Ministero dell’Università e della Ricerca;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell’udienza pubblica del giorno 20 febbraio 2024 il dott. Giovanni Caputi e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

FATTO e DIRITTO

1. Con l’atto introduttivo del presente giudizio, parte ricorrente chiede l’annullamento degli atti enucleati in epigrafe, con i quali è stata respinta la domanda di riconoscimento della abilitazione scientifica nazionale avanzata dalla

stessa.

2. Viene proposto un primo articolato motivo di doglianza, afferente a: violazione e falsa applicazione dell’art. 4 del D.M. 120 del 2016, eccesso di potere per difetto di presupposti e di istruttoria e per falsa rappresentazione della realtà, difetto di motivazione.

Il secondo motivo di doglianza denunzia invece eccesso di potere per contraddittorietà, illogicità manifesta, difetto di istruttoria e carenza di motivazione.

3. Il Ministero si è costituito in data 31 marzo 2023 e successivamente ha depositato una relazione e documenti.

4. La domanda cautelare incidentalmente presentata dal ricorrente è stata oggetto di rinunzia da parte della stessa.

5. All’udienza indicata in epigrafe la causa è stata trattenuta per la decisione.

6. Il ricorso è fondato e merita accoglimento nei limiti e termini specificati nei

punti che seguono.

7. I motivi di ricorso possono essere esaminati congiuntamente vista la loro connessione.

8. Sostiene il ricorrente che la Commissione non avrebbe correttamente applicato l’art. 4 del DM 120 del 2016, nella parte in cui espressamente prevede che il giudizio di coerenza non deve fermarsi alle sole tematiche del settore concorsuale ma deve rapportarsi anche con le tematiche interdisciplinari ad esso pertinenti.

Posto che il settore concorsuale Biochimica Generale contraddistinto dal codice 05/E1 fa parte del Macrosettore denominato Biochimica e Biologia Molecolare Sperimentali e Cliniche, contraddistinto dal codice 05/E, sarebbe possibile affermare che la Biologia Molecolare è pertinente alla Biochimica e che dunque si tratta di materie interdisciplinari, con la conseguenza che lavori attinenti alla prima sono pertinenti anche alla seconda.

9. Ad avviso del Collegio la doglianza coglie nel segno, anche alla luce della giurisprudenza della Sezione (cfr. sentenza n. 3629/2024).

Nella menzionata pronunzia, dalla quale non vi sono ragioni per discostarsi, è stato chiarito che: “In secondo luogo, come giustamente nota la ricorrente, una puntuale spiegazione del giudizio negativo era fuor di dubbio necessaria in particolare nel caso di specie, considerando che le menzionate pubblicazioni sono state ritenute dalla stessa Commissione relative al settore della Biochimica (SC 05/E1) ossia di un settore contiguo e affine a quello per il quale era stata presentata la candidatura, e che i settori Concorsuali 05/E1 e 05/E3 sono scientificamente contigui, nonché per certi versi sovrapponibili e addirittura risultano essere stati indifferenziati fino al 2015.

Ed invero, il DM n.336/ 2011 prevedeva il Settore 05E – Biochimica, biologia molecolare e sperimentale e cliniche, all’interno del quale erano previsti due soli Settori Concorsuali, ossia, da un lato, 05E1 – Biochimica generale e Biochimica clinica, che conteneva entrambi i settori scientifico disciplinari (SSD) BIO/10 Biochimica e BIO/12 Biochimica clinica e biologia molecolare clinica; dall’altro lato 05/E2 – Biologia Molecolare.

Il DM n.336/ 2011 non prevedeva, dunque, alcuna differenza concorsuale tra la Biochimica Generale, oggi 05/E1, e la Biochimica clinica, oggi 05/E3. Pertanto, l’abilitazione era comprensiva sia della Biochimica generale sia della Biochimica clinica e tutte le pubblicazioni di Biochimica Generale e di Biochimica Clinica fino al 2011 erano riconducibili allo stesso Settore Concorsuale 05/E1.

Inoltre, come emerge dalla declaratoria del Settore Concorsuale SC 05/E1 allora vigente, la Biochimica Clinica e la Biologia Molecolare Clinica erano ricomprese nella Biochimica Generale.

7. Deve conseguenzialmente notarsi che era indispensabile un vaglio specifico e puntuale delle pubblicazioni della ricorrente non potendosi liquidare la valutazione ritenendo le stesse, genericamente, non coerenti con il settore.

La Commissione appare quindi avere disatteso il principio dell’obbligo di sufficiente valutazione analitica di titoli e pubblicazioni (per tutte, sentenza Consiglio di Stato 4362/2015, cui si rinvia anche ex art. 74 c.p.a.) in caso di superamento delle c.d. mediane.

Per giurisprudenza costante, infatti, nell’ambito delle procedure di ASN, il vaglio delle pubblicazioni deve essere sufficientemente analitico, seppure non necessariamente minuzioso né per forza schematico, potendo anche essere discorsivo, dovendo però in linea di principio dimostrare lo scrutinio, da parte della Commissione, di ciascuna delle opere presentate dal candidato, in particolare qualora lo stesso superi positivamente l’esame delle mediane e dei titoli.

Nel presente caso tale sufficientemente analitica valutazione, particolarmente rilevante in quanto si discorreva di settori contigui e affini, è assente, da cui non può che derivare l’illegittimità dei provvedimenti impugnati.

Le pubblicazioni della ricorrente vengono infatti esaminate “alla rinfusa” con un giudizio generale che non può che risultare sommario ed insufficiente.

Tornando sulla circostanza per la quale alcune pubblicazioni sarebbero pertinenti ad altro settore disciplinare, vale chiarire che si tratta di un elemento certamente rilevante ma non in maniera decisiva, almeno in carenza di ulteriori approfondimenti e motivazioni, e comunque non si tratta di profilo tale da poter sostituire l’ineludibile esame analitico delle pubblicazioni al fine di sostanziare l’assunto.

Rimane ad ogni modo ferma la ampia discrezionalità della Commissione nel valutare le pubblicazioni della ricorrente, su cui nella presente sede non possono svolgersi apprezzamenti di merito.”.

Le stesse valutazioni devono valere, mutatis mutandis, per il caso di specie, in cui si ravvisano sostanzialmente analoghi elementi di fatto.

10. Nel medesimo senso ritiene il Collegio ci si debba orientare nel vaglio delle questioni concernenti il mancato riconoscimento, da parte della Commissione, degli altri titoli vantati dal ricorrente.

Anche tale decisione che limita a due titoli il riconoscimento è infatti viziata, in quanto si fonda sulla medesima motivazione addotta per le pubblicazioni, vale a dire che anche i titoli riguarderebbero attività attinenti alla Biologia Molecolare e non alla Biochimica Generale.

Ma, come sopra visto, la Biologia Molecolare e la Biochimica sono materie contigue e comunque appartenenti allo stesso macrosettore, per cui la motivazione reiettiva non appare sufficientemente motivata.

Le conclusioni che precedono sono confortate dalla circostanza per la quale al ricorrente è stata attribuita l’abilitazione scientifica alla funzione di professore di seconda fascia nel 2017, ed in tale ambito i titoli riconosciuti sono stati quelli indicati sub A, B, D, F e G sostanzialmente pedissequi a quelli oggetto della presente procedura, con l’ovvio precipitato che la Commissione avrebbe potuto discostarsi dalla precedente valutazione sui titoli solo previa specifica e rafforzata motivazione, elemento che nella presente fattispecie, come già notato, è assente.

11. Per le ragioni che precedono, il ricorso va accolto nei termini sopra precisati, con conseguente annullamento dei provvedimenti impugnati e obbligo dell’Amministrazione, ai sensi dell’art. 34, comma 1, lett. e) c.p.a., di rivalutare il candidato, relativamente alle pubblicazioni ed ai titoli, fermo quanto già stabilito in relazione all’indice di impatto, a cura di una Commissione in diversa composizione.

12. Le spese di lite seguono la soccombenza e sono liquidate con il dispositivo.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza Bis), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie nei sensi di cui in motivazione e per l’effetto:

1) annulla i provvedimenti impugnati;

2) ordina all’Amministrazione di rivalutare i titoli e le pubblicazioni dell’interessato, nei termini e nei limiti sopra enucleati, a cura di una Commissione esaminatrice in diversa composizione, che dovrà essere nominata entro 90 (novanta) giorni dalla notificazione della presente sentenza, mentre il giudizio finale dovrà essere adottato dalla nuova Commissione entro il termine di 60 (sessanta) giorni decorrenti dalla nomina della stessa.

Condanna l’Amministrazione resistente al pagamento delle spese relative all’odierno giudizio in favore di parte ricorrente che si liquidano in complessivi Euro 2.500,00 (duemilacinquecento/00), oltre accessori di legge.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 20 febbraio 2024 con

l’intervento dei magistrati:

Emiliano Raganella, Presidente FF

Giovanni Caputi, Referendario, Estensore

Ciro Daniele Piro, Referendario

L’ESTENSORE                                                                   IL PRESIDENTE

Giovanni Caputi                                                             Emiliano Raganella

IL SEGRETARIO

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